niente in fondo si è mai avuto."
— Vinicio Capossela, Camminante
— Vinicio Capossela, Camminante
Lord Jim è il protagonista dell’omonimo romanzo di Joseph Conrad pubblicato nel 1899.
Il romanzo narra le avventure di Jim, ufficiale di bordo del Patna che, durante una notte di tempesta, viene colto da panico quando sembrava che la nave stesse per affondare. Abbandona nave e passeggeri salendo su una scialuppa assieme al capitano per cercare di mettersi in salvo.
La nave, invece, non affonda e verrà rimorchiata in porto. Qui una scena tratta dal film nella quale Jim si rende conto di quello che ha fatto:
Jim non si darà mai pace per averla abbandonata. Verrà processato e giustamente condannato, vagherà alla ricerca di una pace interiore che non troverà mai.
Tutto quello che arriva anche a livello di messaggio da parte di tutta la classe dirigente di governo non è positivo. Ma non solo per la cultura… è proprio questo tentare di abbassare sempre il livello che credo… credo ci sia un disegno politico dietro.
Insomma, la civiltà di uno stato si misura senz’altro con quanto è importante quello che fa uno stato per il proprio patrimonio culturale. Però è anche importante quello che ognuno fa per sé e forse è arrivato il momento in cui bisogna essere anche, in un certo senso, autarchici, pensarci anche da sé. […]
Siamo noi i primi che dobbiamo occuparci della nostra cultura e inocularla nel paese se da sopra non arriva.
Bisogna contrastare con la nostra bellezza la mediocrità del messaggio in cui siamo sommersi, questo enorme leviatano in cui non c’è né virtù né canoscenza e nemmeno senso del destino.
Tratto da un’intervista rilasciata da Vinicio Capossela a “Il Fatto Quotidiano”.
(Fonte: ilfattoquotidiano.it)
La nave sta arrivando
“E le parole dette prima per confondere la rotta
Non saranno più comprese mentre escono di bocca”
Lo cantava Bob Dylan e correva l’anno 1964. Una canzone semplice, se vogliamo. Dura pure poco e il tono sembra, passatemi il termine, “allegrotto”. Quindi non avete scuse per non ascoltarla.
Dylan racconta l’ineluttabile destino: la nave giungerà al porto e i nemici saranno vinti. Non c’è niente da fare, il loro destino è segnato. Alcuni proveranno a redimersi, ma sarà troppo tardi.
La canzone è astuta perché non si augura direttamente che succeda, semplicemente lo racconta. Perché è così che andrà e non ci sarà niente da fare.
Il tono è volutamente epico, aiutato anche dai numerosi riferimenti biblici sparsi nel testo. Come se fosse il destino a governare la caduta dei nemici. Come se la loro fine fosse finalmente ed inevitabilmente segnata.
Per dirla con parole di Capossela:
“Nel brano si paragona l’arrivo della giustizia e della rivoluzione, all’arrivo di una nave”
E Capossela, sentento l’aria che tira in Italia da vent’anni a questa parte, non si è lasciato scappare l’occasione di una cover, molto ben riuscita, di questa piccola perla dagli ottimi auspici. Rinfrescando una canzone che, essendo stata scritta nel 1964, rimanda nella memoria collettiva alle contestazioni per i diritti civili americani.
Questo testo, senza tempo, è adatto ad ogni situazione in cui ci serva un po’ di speranza nel fatto che i nemici, anche quelli molto più grandi di noi, saranno vinti.
E Capossela ha pensato bene di realizzare la cover quest’anno, in aprile.
Forse perché, finalmente, sembra che la nave stia arrivando anche da noi.