Ottobre 18, 2011

La nave sta arrivando


“E le parole dette prima per confondere la rotta

Non saranno più comprese mentre escono di bocca”

Lo cantava Bob Dylan e correva l’anno 1964. Una canzone semplice, se vogliamo. Dura pure poco e il tono sembra, passatemi il termine, “allegrotto”. Quindi non avete scuse per non ascoltarla.

Dylan racconta l’ineluttabile destino: la nave giungerà al porto e i nemici saranno vinti. Non c’è niente da fare, il loro destino è segnato. Alcuni proveranno a redimersi, ma sarà troppo tardi.

La canzone è astuta perché non si augura direttamente che succeda, semplicemente lo racconta. Perché è così che andrà e non ci sarà niente da fare.

Il tono è volutamente epico, aiutato anche dai numerosi riferimenti biblici sparsi nel testo. Come se fosse il destino a governare la caduta dei nemici. Come se la loro fine fosse finalmente ed inevitabilmente segnata.

Per dirla con parole di Capossela:

“Nel brano si paragona l’arrivo della giustizia e della rivoluzione, all’arrivo di una nave” 

E Capossela, sentento l’aria che tira in Italia da vent’anni a questa parte, non si è lasciato scappare l’occasione di una cover, molto ben riuscita, di questa piccola perla dagli ottimi auspici. Rinfrescando una canzone che, essendo stata scritta nel 1964, rimanda nella memoria collettiva alle contestazioni per i diritti civili americani. 

 Questo testo, senza tempo, è adatto ad ogni situazione in cui ci serva un po’ di speranza nel fatto che i nemici, anche quelli molto più grandi di noi, saranno vinti.

E Capossela ha pensato bene di realizzare la cover quest’anno, in aprile. 

 Forse perché, finalmente, sembra che la nave stia arrivando anche da noi.