Post pubblicato su ilmacaco. Un po’ tutte le generazioni, arrivate ad una certa “venerabile” età, soffrono di nostalgia. È la vita. Ci si lamenta delle cose nel presente per poi passare il futuro a rimpiangerle. Insomma, succede che cose normali o apparentemente insignificanti, che diamo per scontate, finiscano poi per generare nostalgia e stringerci nella morsa dei ricordi. Da un paio di mesi sperimento la vita senza iPhone. Uso un Nokia C5-00 e fischia che è quello che passa il convento (leggi il datore di lavoro). Se fosse come è sempre accaduto di consueto, adesso mi dovrei trovare in un particolare momento di felicità. Il perché è presto detto: prima di iPhone, ho avuto diversi Nokia e “ritornare alle origini” avrebbe almeno dovuto suscitarmi un briciolo di piacevole nostalgia. Mi sarei dovuto crogiolare nel ricordo della mia gioventù divisa tra locali da ballo e cari vecchi cinema ancora monosala, ricordandomi di spegnere i cellulari finlandesi e mandando messaggini sottobanco quando ancora il T9 non esisteva, o quando il display era solo un piccolo quadratino monocromatico su cui annerivano tristissimi pixel. Invece no. Niente. Nessun ricordo importante, nessuna lacrimuccia, nessuna emozione. Anzi, esattamente il contrario: pessimismo e fastidio. Allora mi domando il perché? Perché se, per esempio, mi date per le mani un Commodore 64 potrei riempire la pagina del blog decantandone le lodi della scheda video avveniristica o dell’emozionante chip generatore sonoro polifonico? Perché affiorano da soli e piacevoli i ricordi di spassosi pomeriggi passati nella lunga attesa del caricamento dei giochi (almeno fino all’arrivo del drive 1541 e della Niki II cartridge che caricavano WonderBoy in otto secondi netti…)? Perché mi ricordo felicemente finanche della possibilità di digitare i codici per portare vite infinite su Super Mario e la relativa maratona con gli amici (occupando la TV buona del salotto fino a sera inoltrata con il sottofondo delle ire del babbo accidentalmente blasfemo)? Perché con i cellulari non soffro di nostalgia? La risposta è una sola: credo sia perché non li ho mai incontrati veramente. Invece, adesso, è già passato un po’ di tempo da quando ho incontrato iPhone. Non lo credevo possibile, ma mi ha fatto amare il mondo dei telefoni cellulari. Io li avevo sempre odiati, i cellulari. Li usavo proprio quando erano necessari, ma non ci sono mai entrato in confidenza fino a quando non ho iniziato ad usare il mattoncino Multi-Touch dal quale non mi sono più separato. Tanto che ora, da quest’estate senza iPhone prematuramente dipartito dopo un suo tuffo in piscina, ne sento già la nostalgia e potrei riempire questo post di ricordi e sensazioni per lo più piacevoli. Come sono sicuro che anche ognuno di voi avrebbe dei bellissimi ricordi del proprio iPhone. Mentre sul fatto che tutti conservino ricordi altrettanto piacevoli dei loro vecchi cellulari, beh, non ci metto la mano sul fuoco… Nota: il titolo di questo post non è farina del mio sacco ma una citazione del noto filosofo libanese Kahlil Gibran.
Maggio 10, 2011
Il ricordo è un modo di incontrarsi