Maggio 8, 2011
Piccoli Macachi crescono.

Post pubblicato su ilmacaco

È domenica e mi trovo a casa di amici con tutta la famiglia.

Aspetto l’ora del pranzo facendo un po’ di judo sul tappeto del salotto con le mie due bimbe più grandi; quando, all’improvviso, vedo con la coda dell’occhio Leo con in  mano un groviglio di cavi. “E questi da dove li hai presi?” e lui entusiasta come se brandisse la coppa del mondo: “a pagl…io tili un totto ili… ì”.

Ok, sono cavi provenienti da un sistema Windows e non avrei saputo spiegarlo con parole migliori neppure io.

Occhiata veloce alla cucina: i padroni di casa sono indaffarati e non si sono accorti di nulla. Bene, prego Leo di darmi i fili per cercare di sistemare eventuali danni ma attualmente rappresentano un tesoro troppo grande da cedere senza contropartita. Allora sfodero il mio iPhone dalla tasca, ormai utile in ogni situazione della quotidianità, tolgo rete e collegamenti internet, abilito tutte le restrizioni possibili e lo metto sul divano. Subito Leo lascia cadere i fili e si avventa sul melafonino per poter gonfiare palloncini virtuali da piegare in simpatiche forme di animaletti. Con l’aiuto di Anna cerco la provenienza dei cavi. Notiamo sbucare da dietro un mobile il case di un Pc. Almeno io lo noto e dico ad Anna: “Ecco, sono sicuramente di quel computer, li riconosco dalla polvere”. Anna guarda meglio e mi chiede “Che computer?”

 

“Come quale… quello lì, nell’angolo…”

Anna: “lo scatolotto?”

“Sì, Anna, non tutti usano lo stesso computer che usiamo noi, ce ne sono di molti tipi”

“Ma il nostro è più…”

“Sì, lo so, non dire niente”

Rimetto a posto i cavi e andiamo in cucina per il pranzo.

A tavola Anna chiede al mio amico: “Perché voi usate un computer col cassone?”

Il mio amico: “Beh, perché ho sempre usato computer così e fa le stesse cose del vostro ma costa molto molto meno… e si chiama case, non cassone…”

Anna: “Ma il nostro non ce l’ha… e non ha neppure tutti quei fili pieni di polvere che ha preso Leo…”

Sento il bisogno di giustificarmi: “Beh, sì, prima li ha presi… però abbiamo già rimesso tutto a posto…”

Gaia: “Però il computer ancora non va… io ho premuto i tasti ma non parte…”

Io: “Perché bisogna accenderlo”

Gaia: “Non si accende da solo?”

Io: “Sì, si può programmare perché lo faccia, ma probabilmente a loro non serve…”

Gaia: “E se lo devono usare in fretta? Magari per sentire musica?”

Il mio amico: “per quello abbiamo il lettore CD e lo stereo”

Gaia: “E allora per i filmati?”

Il mio amico: “C’è la TV e il lettore DVD”

Anna: “E i giochi? Ce li avete i giochi?”

“Sì, sì… ma sulla playstation…”

Gaia: “Avete una TV, uno stereo, una playstation e anche un computer nella stessa stanza?”

Il mio amico: “Sì… perché?”

Gaia: “Niente, è che noi facciamo solo con il computer…”

Anna: “Ehi, chissà quanto vi sono costate tutte quelle cose…”

Gaia: “Allora, con il computer, cosa ci fate?”

Il mio amico: “beh, cose da grandi, le mail, internet… cose così… controllo i conti…”

Anna: “Papà, quello che fai tu col telefono?”

Io ascoltavo in religioso silenzio…

8:30am
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