Agosto 30, 2012
Cerco cane disperatamente

Agosto, tempo di vacanze. Agognate per tutto l’anno, finalmente mi godo le tre settimane di famiglia e relax. L’immaginazione mi vede steso all’ombra dell’afa pomeridiana, sotto un albero di fichi con la bocca aperta in attesa che il frutto cada da solo e non mi rimanga altro che masticare.

Invece non è proprio così.

I miei bimbi tornano all’attacco con la richiesta di un cagnolino. Discorso che avevo già rinviato a Natale e che ora non sembra più possibile archiviare.

Nessun problema. Mi sento in forma, e poi, i cani mi sono sempre piaciuti. L’ultimo che abbiamo avuto in casa, Ray, era un dalmata bello grosso, simpatico e mangione (mi ha spazzolato più di qualche volta delle belle pezze di formaggio lasciato temporaneamente incustodito sopra al tavolo a fine pasto, un chilo al colpo :-D), che ci ha lasciato per vecchiaia qualche anno fa. Con i pargoletti piccoli per casa di cui occuparci abbiamo rinviato la faccenda cane finché si poteva. Ora torna di impellente attualità. Ray lo avevamo recuperato, non più cucciolo, avrà avuto già due/tre anni, in un canile, se non ricordo male in provincia di Padova o Rovigo, comunque da quelle parti. Ci siamo presentati, abbiamo scelto il cane e lo abbiamo caricato in auto con i complimenti e i ringraziamenti dei gestori. Accadeva a metà degli anni ‘90.

L’esperienza maturata con Ray mi permette di promettere (cosa che non faccio mai, perché se prometto poi devo mantenere) ai miei bambini che uno di questi giorni (di agosto) li avrei portati a scegliere un cagnolino al canile.

Qui cominciano i guai.

Per prima cosa prendo l’iPad e comincio a cercare. Sembra tutto semplice, ho due/tre rifugi/canili (ho scoperto poi che tra le due strutture esiste differenza) nel giro di qualche decina di chilometri, mi appunto gli indirizzi e l’indomani parto alla volta di quello che mi sembrava più appetibile.

Arriviamo e una graziosa ragazza ci interroga. Un terzo grado. Perché volete un cane, quante ore rimane da solo a casa, quanto spazio avete in giardino, avete altri animali, il giardino è ben recintato, dove abitate, avete un gatto? Non va bene, può ferire il cane, ma il gatto è vostro? Dove lo avete trovato? (E a te che ti frega?), ecc, ecc…

Già mi sento minacciato e volevo andarmene. Vedo i bimbi che familiarizzano con un meticcio bianco a chiazze marroncine e allora rispondo alla signorina rassicurando che fino a pochi anni fa abbiamo convissuto felicemente con Ray, a casa abbiamo un ampio giardino recintato, 5 ettari di campagna adiacenti dove fare le passeggiate (che non sono miei ma di parenti confinanti -voleva sapere pure di chi!- e in cui abbiamo libero accesso), io lavoro attaccato a casa e il cane rimane da solo sì e no tre ore al mattino da trascorrere dentro casa, che non è un appartamentino di 40 mq, ma sufficientemente spaziosa per farci crescere i nostri 4 figli e quindi, nella mia infinita ignoranza, suppongo che un’abitazione adatta a sei persone possa andare anche per un cagnolino.

Non la convinco.

Dice che dovrà fare una visita, un sopralluogo.

Allora le dico che non c’è problema, mi porto a casa il cagnolino e poi possono passare a trovarlo.

No. Non me lo danno. Prima il sopralluogo, che loro chiamano controllo pre-affido, e poi anche i controlli post-affido, da fare a sorpresa, senza preavviso, per vedere in che condizioni tengo il cane.

Punto primo, nella visita pre-affido, oltre a farsi i cavoli miei, cosa vedono?

Non mi piace il sistema, la fanno troppo complicata, ma in qualche modo avrei accettato lo stesso, visto che i bimbi mi guardavano con la faccia di chi ti dice “Papà guarda che bello questo! Mi lecca! Portiamolo a casa subito! Hai promesso!”.

Il problema è che il cane non me lo danno. Prendono il mio numero di telefono per concordare la visita preaffido e mi raccomando la facciano presto, perché vorrei sfruttare queste tre settimane di ferie per insegnare bene ai miei bimbi come va trattato un cane, visto che ho più tempo del solito a disposizione.

Il giorno dopo, non convinto, visito l’altro canile. La storia si ripete e la signora mi dice anzi che per portare a casa un cane “è una storia complicata, non si fa niente subito”.

Mi spazientisco. Tornando a casa i bimbi sono furiosi e mi guardano attraverso lo specchietto dell’auto. “Hai promesso!” glielo leggo negli occhi.

Arrivato a casa comincio a consultare tutti i siti di annunci che trovo. Evito i cani in vendita, “Con tutti quelli che ci sono senza padrone” tranquillizzo i miei bimbi, “sarà un gioco da ragazzi trovarne uno!”. Invece no. Gli annunci gratuiti sono tutti monopolizzati da volontari, di associazioni che rimandano a canili, che promettono cani in affido. Telefono ad alcuni per sentire che aria tira.

Alcuni mi dicono, non uno solo, più di uno, che il cane nell’annuncio “deve arrivare da giù nei prossimi giorni”. Deve arrivare da dove? Che vuol dire? Hai messo l’annuncio a caso? E, attenzione, non stavo cercando un cane di razza, o piccino (più richiesti), o per forza cucciolo, me ne bastava uno a caso, che però fosse ancora giovane, diciamo massimo un paio d’anni.

Altri mi spiegano che sì, il cane ci sarebbe ma devo contattare il rifugio tal dei tali, chiedere della tal persona, accordarmi per le visite, ecc…

Mhmm… se volete dare il cane, datelo. Altrimenti non imbrattate le bacheche con annunci tipo “regalo cane” se non è vero!

Passano un paio di giorni e dei due canili a cui ho lasciato il numero pregandoli di effettuare la visita con urgenza non si sente notizia.

Li chiamo io.

Al primo si scusano dicendo che avevano perso il numero: bravi! Uno viene per prendere un cane (pensando di fare un piacere al canile e al mondo intero, visto che si tratta di un randagio) e voi perdete il numero?

All’altro canile mi assicurano che nei prossimi giorni sarei stato contattato, appena la volontaria avesse disponibilità di passare.

La volontaria?

Qui mi si è accesa la lampadina.

Ho cercato un po’ in rete (internet patrimonio dell’umanità).

I canili, pardon i rifugi del cane, prendono qualcosa come più di 2 euro al giorno per cane dai comuni presso i quali prendono in custodia il cane. I canili che ho visitato ospitavano circa 400 cani x 2 euro x 30 giorni = 24000,00 euro al mese. Comincia ad accendersi qualche lampadina anche a voi?

Trovo in rete numerose storie di persone a cui è stato negato l’affido. Una delle più strazianti è quella di una signora giudicata troppo anziana per permettersi un cane (ma stiamo scherzando?). Altri perché non giudicavano idonea la sistemazione del cane, altri perché il cane sarebbe rimasto a casa da solo troppe ore soffrendo di solitudine alcune ore della giornata.

Tutte motivazioni validissime se il cane in questione vivesse in una reggia, accudito da cinque servitori al giorno sorseggiano acqua purissima in ciotole di cristallo, con alberi dove fare pipì ad ogni due metri e con le crocchette di marca che crescono nelle siepi che fanno ombra nell’angolo del riposino. Ma, cristo, sono in una recinzione con la pavimentazione di cemento! Accuditi da, altra questione da approfondire, volontari sedicenti amanti degli animali.

Probabilmente lo sono veramente, amanti degli animali, ma forse hanno perso di vista l’obiettivo fondamentale. In primis perché si fanno sfruttare e probabilmente non se ne rendono neppure conto. E poi, i cani li devono dare a chi li viene a prendere e non tenere lì complicando la faccenda il più possibile. I gestori di queste strutture, mi viene il dubbio, ci fanno la cresta. Beccano i quattrini e imbeccano volontari (amore e ignoranza sono un’accoppiata pericolosissima) per fargli credere che il cane sta meglio in canile, pardon rifugio, piuttosto che libero di farsi la propria vita. Per di più sterilizzato (se lo porti a casa devi firmare un documento in cui ti impegni a farlo sterilizzare a sei mesi).

Sveglia! Se un cane potesse parlare credo che direbbe qualcosa tipo: “Sì, beh, magari la cosa della sterilizzazione si potrebbe mica discutere?” oppure “Ok, bambola, tu fammi andare fuori di qui… arf, arf (lingua fuori, fa caldo)… magari sarà pure l’eden, questo qua, ma neppure Adamo ed Eva ci sono rimasti, e volevano vedere cosa c’era fuori del recinto.”

Abbandonata anche la pista degli annunci gratuiti, ripeto, completamente monopolizzati dai volontari soggiogati ai rifugi del cane, non mi resta altro che cercare qualche anima buona che regali cucciolate nate in zona.

Avvio il passaparola e nel giro di qualche giorno troviamo Lucky:

Combino l’incontro con i padroni di casa, vado lì, lo prendo, li ringrazio, loro ringraziano me perché altrimenti lo avrebbero dovuto portare al canile. Io sono felice, loro sono felici, i mie bimbi sono felici e pure Lucky mi pare non se la passi male. Nessuna visita pre affido, nessun obbligo, nessuna complicazione. Tempo perso: minuti cinque in convenevoli e piacevole conversazione.

Questo accadeva due settimane fa. Ora, avrei lasciato perdere, ma non avendo ricevuto chiamate dai canili dell’inizio della storia, li ho richiamati.

Si scusavano per il ritardo (pura fromalità) e mi hanno proposto un incontro per la prossima settimana (ferie mangiate, ormai siamo a settembre) “se ero ancora interessato”. La mia risposta è stata: “Ho già fatto, grazie lo stesso, tenetevelo tanto siete più contenti così.”

Storia da dimenticare.

Per me le strutture che nascono per dare un servizio alla comunità (in questo caso ospitare cani randagi in attesa di sistemazione) e non lo vogliono fare, sono associazioni a delinquere. Non sono venuto ancora a capo di tutto il giro che può esserci sotto e non so neppure se avrò i tempi e i mezzi per farlo ma, per ora, volevo solo condividere la mia esperienza ed evidenziare che, secondo me, c’è qualcosa sotto e il sistema non funziona. Ho recuperato alcuni articoli di giornale in cui qualcuno aveva già sollevato il problema (esempio: La tribuna, l’indagine ha portato ad un cambio del direttivo del canile lo scorso anno) oppure intrecciando racconti in rete. Ho trovato un forum in cui alcuni “volontari” “amanti degli animali” avevano “recuperato” (cioè rubato!) un cagnolino da un’abitazione perché lo sentivano sempre piangere per portarlo “al sicuro” (cioè al canile dove sicuramente non avrà pianto neppure un minuto, immagino).

Scusate il tono volutamente provocatorio del post, ma mi hanno rovinato le ferie, che per me sono sacre, e mi dovevo sfogare. Spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno, non era mia intenzione. La mia intenzione è quella di diffondere, rispondere, commentare, spiegare, chiarire come stanno le cose. Ovviamente con chi abbia voglia di farlo. Sia per evitare malintesi che per, soprattutto, evitare l’odissea alla ricerca di un cagnolino quando ce ne sono a centinaia lì pronti che aspettano solo di essere portati in una casa da qualcuno. A me pare molto semplice la faccenda, cerchiamo di non complicarla per niente. Grazie.

Ecco Lucky e la nostra “pericolosissima” micia dopo 7 giorni di convivenza :-D

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