Gennaio 18, 2012
Lord Jim

Lord Jim è il protagonista dell’omonimo romanzo di Joseph Conrad pubblicato nel 1899.

Il romanzo narra le avventure di Jim, ufficiale di bordo del Patna che, durante una notte di tempesta, viene colto da panico quando sembrava che la nave stesse per affondare. Abbandona nave e passeggeri salendo su una scialuppa assieme al capitano per cercare di mettersi in salvo.

La nave, invece, non affonda e verrà rimorchiata in porto. Qui una scena tratta dal film nella quale Jim si rende conto di quello che ha fatto:

Jim non si darà mai pace per averla abbandonata. Verrà processato e giustamente condannato, vagherà alla ricerca di una pace interiore che non troverà mai.

La storia prosegue ed è interessante, ma a me bastano queste prime righe.

Capossela ha recentemente musicato la vicenda, ponendo l’accento su uno degli aspetti che anche io trovo maggiormente importanti: la debolezza.

Al momento dell’accaduto, Jim era un giovane fiero che ambiva ad essere avventuroso e forte. Però, nel momento della scelta, nel momento del pericolo, si è veramente rivelato per quello che era. È stato debole, si è fatto prendere dal panico, è scappato.

Questo perché la debolezza è qualcosa di personale, che è dentro ad ognuno di noi in misura differente, che fa parte della propria persona. Se ne sta lì nascosta dentro ad ognuno di noi per poi rivelarsi improvvisamente nel momento in cui sta per accadere qualcosa di importante.

Come Jim, molti di noi sarebbero potuti essere deboli. 

C’è da riflettere.

Lord Jim

Nessuno è mai protetto 
Dalla sua debolezza 
Che se ne sta nascosta 
Come una serpe dentro un rovo 
Vilmente sconosciuta 
Appena sospettata 
Ma invece rivelata 
Nel momento che sta a te 
Lord Jim 

Credevi di esser forte, 
Credevi di esser saldo 
Ora sai chi sei, ora che sta a te 
Lord Jim 
Proprio ora che sta a te 
Lord Jim 

Le domande non ti toccano 
Ti piegano e t’interrogano 
Tornare indietro un attimo 
Ma non c’è niente da rifare 
Solo da aspettare 
La prossima occasione che ancora tocchi a te 
Lord Jim 

Ora hai mancato il colpo, ma di questo non si muore 
E’ solo che ora sai, di che pasta sei 
Lord Jim 

Per commettere un crimine 
Ci vuole il suo coraggio 
Ma per voltar la testa 
Basta la debolezza 
Sono tutti complici 
E non te ne vorrebbero 
Ti giustificherebbero, giustificando loro 

Ma è dentro te che sai com’è che farai 
Come ti comporterai 
Quando ancora starà a te 
Lord Jim 

La chiave della cella è meglio siano i giudici a tenerla 
Lasciare al mondo fuori la condanna e l’assoluzione 
Ma a farsi giudici di sè non c’è più espiazione 

Non c’è un confessore a cui affidare la tua pena 
Sali il tuo calvario di esule in esilio 
Porta sulle tue spalle la tua croce di Caino 
Non c’è abbastanza terra più per te 
Terra più per te…


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