Marzo 27, 2014
"Se l’uomo capisse che si vive soltanto una volta e mai più, se la gente si rendesse conto di questo, probabilmente non sarebbe disposta a passare la vita come la passa.
Allora questa musica (il rebetiko) è rivoltosa perché accende in noi la consapevolezza che ogni attimo è eterno perché è l’ultimo, ed è quello che ci invidiano gli dei."

Vinicio Capossela - Indebito

film documentario di Andrea Segre 

http://www.indebitoilfilm.it/

Marzo 7, 2014

(Fonte: stellecadenti-negliocchi, via comemanialfreddo)

Dicembre 6, 2013
"Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra."

— Nelson Mandela da Lungo cammino verso la libertà.

Novembre 27, 2013

Ho preso spunto senza avere il permesso dell’autore (posso vero? :-) )
Sicuramente la mia reinterpretazione non centra nulla con l’idea originale, ma quando l’ho vista (non capisco ancora il motivo) mi è venuta in mente la canzone di Capossela “Dall’altra parte della sera” (contenuta nell’album “Da solo”) da cui ho estratto il testo.
antimoniumsb:

#blackandwhite #draw #originalwork #artwork #girl #steampunk #instart #art #fun #nothingtodo #atschool #loveit #incomplete #dont #know #howto #complete #help #likeit #tagsforlikes #dress #china #pen #pencil

Ho preso spunto senza avere il permesso dell’autore (posso vero? :-) )

Sicuramente la mia reinterpretazione non centra nulla con l’idea originale, ma quando l’ho vista (non capisco ancora il motivo) mi è venuta in mente la canzone di Capossela “Dall’altra parte della sera” (contenuta nell’album “Da solo”) da cui ho estratto il testo.

antimoniumsb:

#blackandwhite #draw #originalwork #artwork #girl #steampunk #instart #art #fun #nothingtodo #atschool #loveit #incomplete #dont #know #howto #complete #help #likeit #tagsforlikes #dress #china #pen #pencil

Novembre 27, 2013
http://www.youtube.com/attribution_link?a=GHWsMaKzZtm4xC5dRdGlSg&u=/watch?v=ZVCdLi6FGVg&feature=share

Da ascoltare dall’inizio alla fine.

Tutto il Joe Hisaishi di 25 anni di Studio Ghibli. Poesia per le orecchie di chi ha amato il loro film.

All’arrivo del maestro Miyazaki (1:41:20) mi sono commosso con loro.

Mitici.

Novembre 27, 2013
Ho preso spunto dall’originale che c’è qui, senza peraltro avere il permesso dell’autore (posso vero? :-) )
Sicuramente la mia reinterpretazione non centra nulla con l’idea originale, ma quando l’ho vista (non capisco ancora il motivo) mi è venuta in mente la canzone di Capossela “Dall’altra parte della sera” contenuta nell’album “Da solo” da cui ho estratto il testo.

Ho preso spunto dall’originale che c’è qui, senza peraltro avere il permesso dell’autore (posso vero? :-) )

Sicuramente la mia reinterpretazione non centra nulla con l’idea originale, ma quando l’ho vista (non capisco ancora il motivo) mi è venuta in mente la canzone di Capossela “Dall’altra parte della sera” contenuta nell’album “Da solo” da cui ho estratto il testo.

Novembre 27, 2013

le20e8minuti ha detto:: Grazie del follow!

Grazie a te. :-)

Novembre 22, 2013
"

Ok, voi l’avete mai capito quel “minuto di silenzio” che si usa fare a scuola in segno di solidarietà verso vittime o eventi tragici?
Se non l’avete mai capito, come me, state leggendo le parole giuste.
Cercherò di essere esaustiva raccontandovi un aneddoto successo proprio oggi.
Era la quarta ora, in classe si faceva Filosofia, senonché scattano le 12:00 e tutti si mettono in silenzio.
“Perché questo silenzio?”
Chiedo io.
“Per ricordare con solidarietà le vittime della Sardegna.”
Ah ma sicuro! Ricordo. Solidarietà. Un minuto. Silenzio.
Trovatemi un nesso logico tra queste parole.
Non c’è, vero?
E se c’è, beh, è ipocrita.

Passano i primi 30 secondi, e quel silenzio comincia a fare troppo rumore per i miei gusti. Chiedo scusa a me stessa per quello che stavo per fare.

32 secondi, 33, 34, 35, 36…

"Vaffanculo!"
Grido io.
La professoressa sbatte le mani sulla cattedra, e inizia a sbraitare, dicendomi di aver fatto e detto una cosa orribile. Poi chiede spiegazioni.
“Mi sono pesantemente rotta il cazzo dell’ipocrisia che c’è qui a scuola, sa? Sì, ho appena detto due parolacce, ma voglio fare una domanda a voi, professoressa, e a tutta questa maledetta classe: se un vostro amico, parente o conoscente si becca la leucemia, voi che fate? Un minuto di silenzio? Oppure cominciate a scassare tutto ciò che vi capita davanti agli occhi e a dire parolacce a profusione? Io credo la seconda, perché, porco mondo, se le vite umane vi stanno davvero a cuore ‘sti cazzi che ve ne state lì zitte e impalate a far niente. E poi magari dopo quel minuto d’ipocrisia più totale, ve ne tornate alle vostre faccendine personali di merda. Se le vite umane vi stanno davvero a cuore, lo dite un porco mondo, ne dite dieci di porco mondo, perché in quel momento l’unico istinto sincero sarebbe prendersela col mondo!
Invece no, eh. Il silenzio risolve tutto. Certo, come sempre. Un tizio si butta sotto un treno e voi ve ne state in silenzio. Un altro tizio rapina una vecchietta e voi ve ne state in silenzio. È così bello stare in silenzio, no? Però quando si tratta di criticare, il silenzio fa schifo. Bella roba.”
Stavolta tutti avevano abbassato gli occhi, nessuno muoveva un dito, nessuno sapeva rispondere, il silenzio si era fatto più intenso, ma non pesava come prima.
“Tu, per esempio, sì, proprio tu.”
Continuo io, indicando una mia compagna di classe.
“Che ne pensi dei terremoti?”
Lei, esitante a rispondere, dice:
“Sono catastrofi naturali…”
Mi alzo in piedi.
“Sbagliato, stronzetta. La risposta esatta era: i terremoti sono dei fottutissimi bastardi che ti rovinano la vita senza preavviso.”
Mi risiedo.
“Quello che voglio dire è molto semplice. In casi come questi bisognerebbe parlare, parlare, parlare, fino allo sfinimento. Parlare fino a piangere, parlare fino a spaccare i banchi, parlare fino a maledire ogni cosa. E invece qui si fa lezione per 6 ore come se la vita fosse una favola, e solo per 1 minuto ci si ricorda di quanto sia una merda.
Nessuno s’è mai azzardato a dire, in queste 4 ore, che la natura è crudele, e noi siamo stracci di pedine in balìa di un gesù cristo che ci manovra a suo piacimento.
E oltre alla rabbia che mi logora dentro quando sento che la gente muore così facilmente, spenderò anche una frase per la Sardegna.
L’acqua dovrebbe essere fonte di vita, e non di morte.”

"Esca fuori immediatamente!"
Mi urla contro la professoressa.
“Con piacere.”

"

— cassandrablogger (via cassandrablogger)

Quello che non sono mai riuscito a dire in quel silenzio minuto.

Novembre 21, 2013
Gli italiani vivono di illusioni

[…]
gli italiani hanno quel difetto lì. vivono di illusioni.

si volevano illudere che berlusconi li avrebbe salvati.
ma anche a sinistra lo fanno. anzi di più.
si illudono e vogliono illudersi.
per non parlare dei credenti, la religione, si vive di illusioni.

e leggere quello che scrivo per loro è male.
perché gli faccio venire il dubbio che qualcosa non sia come loro vogliono che sia.

se gli fai notare che gli svizzeri sono quelli che aiutano a riciclare il denaro nero di mezza europa poi si incazzano perché non potranno più dire quanto la svizzera è verde al vicino di casa.
così facendo gli togli elementi di finto dialogo (unico vero sport nazionale italiano), il finto dialogo.

perché l’italiano sì, ama inventarsi realtà e poi utilizzare queste contro il proprio “nemico”.

così ricevo commenti di gente che mi critica perché critico i nordici.

ma tesori, ditemi di più, ditemi il contrario, ditemi che mento, ma la critica e basta è sterile come i grembi che portate. per proteggere le vostre illusioni dovete impegnarvi di più.
ah, già, dimenticavo, voi non vi impegnate mai in un cazzo e morirete chiedendovi il perché della vostra estinzione. perché vivete di illusioni, idioti.

perché volete illudervi. non volete guardare la realtà.

quando vi guardate allo specchio vi trovate IRRESISTIBILI.
vi amate troppo.

il risultato è che scrivete come la merda. scrivete poesie e vi sentite neruda.
[…] credete agli oroscopi o ci maneggiate.
giocate al lotto. studiate il nulla. uscite la sera perché vi hanno educato ad uscire la sera.
scopate male. vi pettinate peggio.

siete delle nullità che amano le illusioni.
criticate ma non amate la critica.

[…] siete dei pavidi.
ignoranti. superbi. puttane.

non cercate mai la verità, ma nuove illusioni.

[…]

10:09pm
(Vedi i commenti
Archiviato in: italiani 
Novembre 5, 2013
http://www.youtube.com/attribution_link?a=Mpf6J0aBNDuwzuhXg_ffOg&u=/watch?v=wpS5gclWrvY&feature=share

Le “tribune politiche” non mi piacciono, perché sono inconcludenti.

Però quando si trova uno che in due minuti fa il riassunto di tutte le cose condivisibili che pensano la maggior parte degli spettatori, merita il reblog.

Novembre 5, 2013
danielesavi:

Cari inseguitori! È finalmente giunto il momento di svelarvi l’iniziativa sulla quale sto lavorando da qualche tempo. Alcune settimane fa una casuale connessione di immagini mi ha proposto una suggestione, una piccola idea che vorrebbe diventare grande e prendere posto nel mio prossimo romanzo.
Questa volta, però, invece di chiudermi nel mio antro di scrittore e riemergere tra qualche mese, ho deciso di chiedere aiuto a voi amici in Rete, e condividere il processo di creazione del libro, in un progetto di social writing.
Chiunque sosterrà l’iniziativa, infatti, avrà accesso a una piattaforma dove inserirò in tempo reale tutti i testi prodotti, le idee, le suggestioni, le domande e i problemi. Vedrete i personaggi nascere, e le storie prendere forma, e potrete commentare, criticare, proporre modifiche e discuterle con me e con gli altri lettori. 
Volete aiutarmi e percorrere con me un tratto di strada? Visitate questo link
http://igg.me/at/socialbook
e diffondetelo il più possibile!
Ci vediamo in viaggio :)

danielesavi:

Cari inseguitori! È finalmente giunto il momento di svelarvi l’iniziativa sulla quale sto lavorando da qualche tempo. Alcune settimane fa una casuale connessione di immagini mi ha proposto una suggestione, una piccola idea che vorrebbe diventare grande e prendere posto nel mio prossimo romanzo.

Questa volta, però, invece di chiudermi nel mio antro di scrittore e riemergere tra qualche mese, ho deciso di chiedere aiuto a voi amici in Rete, e condividere il processo di creazione del libro, in un progetto di social writing.

Chiunque sosterrà l’iniziativa, infatti, avrà accesso a una piattaforma dove inserirò in tempo reale tutti i testi prodotti, le idee, le suggestioni, le domande e i problemi. Vedrete i personaggi nascere, e le storie prendere forma, e potrete commentare, criticare, proporre modifiche e discuterle con me e con gli altri lettori. 

Volete aiutarmi e percorrere con me un tratto di strada? Visitate questo link

http://igg.me/at/socialbook

e diffondetelo il più possibile!

Ci vediamo in viaggio :)

Ottobre 30, 2013
Invalsi

Mia figlia è arrivata alla quinta classe del suo percorso di studi.

Quest’anno, mi avvisano a un incontro scuola-genitori, si terranno le prove Invalsi.

Arriva prontamente il dirigente scolastico a riferircelo, spiegando che, testuali parole, “Non è il caso di fasciarsi la testa o di agitarsi per quello che è un test a livello nazionale”, comunque si raccomanda la massima attenzione in proposito.

image

(foto via: http://lamartyrg.tumblr.com )

Nota per il dirigente: cominciare a mettere pressione otto mesi prima la data del test non è la tattica giusta per non creare agitazione. Come pure intimare di “non preoccuparsi” a chi non è per niente preoccupato sortisce spesso l’effetto contrario; cioè è come dire “non pensate all’elefante bianco”.

Poi incalzano le insegnanti con argomentazioni del tipo: è una prova in cui molti studenti incontrano difficoltà, spesso chi è studente disciplinato e a scuola riesce bene magari può far confusione, la natura dei test è differente da quello a cui sono abituati di solito…

Quindi suggeriscono l’acquisto, chiedendo l’approvazione preventiva dei genitori, di alcuni testi preparatori.

Il costo è, per quanto mi riguarda, irrisorio (8 euro in tutto). Ritengo comunque sbagliata la pratica e la motivazione.

Leggi Tutto

Settembre 14, 2013
La famiglia

Visto un altro vecchio film (non molto in verità, questo è degli anni 80) per cui vale la pena investire del tempo: La famiglia, di Ettore Scola.

Narrato in modo affascinante, con carrellate sul corridoio che corrispondono a salti di dieci anni… Geniale. Un film che racconta delle verità sulla vita e che ruota attorno al nucleo della nostra società: la famiglia. Negli ottant’anni in cui si sviluppa il racconto il mondo cambia spesso. Si passa attraverdo due conflitti mondiali, dittatura, crisi, ricchezze, povertà, amori, delusioni, felicità, disillusioni e contentezze. L’unica cosa che non cambia mai, l’unico perno che tiene tutto saldo e che, alla fine, regala una sensazione di appagamento, è il concetto di famiglia. Nel bene e nel male.


“A cosa pensi?”

"E chi pensa? All’età mia non si pensa più: solo ricordi."

"Che retorica, proprio da vecchietto… E come sarebbero questi ricordi? Belli?"

"No, quelli sono i peggiori: che ti fanno dire ‘era meglio prima’, una frase che non bisogna dire mai. No, tutto sommato i migliori sono i ricordi brutti."

:-)

Settembre 12, 2013

Lo stato come prima cosa colpisce la gente normale

Ho caricato questo video in cui Teo porta a casa una pagella disastrosa e non se ne preoccupa più di tanto: “Non c’è problema.” (:-D Mi ci riconosco alla sua età)

Cliff gli fa capire il problema quale potrebbe essere. 

Il sillogismo “Laurea uguale buon lavoro e buon lavoro uguale bei soldi quindi laurea uguale soldi” su cui spesso insisteva (almeno nelle prime serie) questa divertente sitcom si è dimostrato non essere proprio così solido come negli anni in cui è stata pensata la sceneggiatura (metà degli anni 80). Per il resto il metodo usato da Cliff per far capire a Teo come vive la gente mi pare efficace. Ai giorni nostri cambia solo che “gente normale” lo siamo tutti (eccezion fatta per quelli che non si sono fatti una posizione negli anni buoni, con laurea o senza). 

La parte che mi piace di più, attualissima :-D, è attorno al secondo minuto: “Lo stato come prima cosa colpisce la gente normale”. 

(Fonte: youtube.com)

Settembre 10, 2013
A proposito di bei Film

In tre giorni ho visto tre film, tre grandi classici. Nell’ordine:

- “La grande guerra" di Mario Monicelli 

- “Ladri di biciclette" di Vittorio De Sica

- “Pasqualino Settebellezze" di Lina Wertmuller

Allibito. Ogni commento è superfluo. Dico solo che sono talmente belli da farti amare ancor di più il cinema (soprattutto un certo tipo di cinema).

Sono tutti e tre dei capolavori.

Roba che ti può cambiare la vita (o quello che ne pensi).

Da vedere assolutamente. Non fate come me che ho rimandato troppo a lungo.